SELEZIONARE LA LINGUA DESIDERATA

martedì 9 giugno 2015

PRATICHE PARTICOLARI DI QUESTA DEVOZIONE

 
PRATICHE PARTICOLARI DI QUESTA DEVOZIONE
Pratiche esteriori
226. Benché l'essenziale di questa devozione consista nell'interiore, essa comporta diverse
pratiche esteriori che non bisogna trascurare: «Queste cose bisognava praticare, senza
omettere quelle». Le pratiche esteriori, fatte bene, aiutano quelle interiori e ricordano alla
persona, che agisce sempre per mezzo dei sensi, ciò che sta facendo o ciò che deve fare; esse
inoltre hanno il vantaggio di edificare il prossimo che le vede, ciò che non si può dire di quelle
interiori. Che nessun mondano, o critico, metta qui il naso per dire che la vera devozione sta
nel cuore, o che bisogna evitare ciò che è esteriore perché ci può essere vanità, o che si deve
tener nascosta la propria devozione, ecc. Rispondo loro con le parole del Maestro: «Così
risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano
gloria al vostro Padre che è nei cieli». Questo, come dice san Gregorio, non perché si debbano
compiere le proprie azioni e devozioni esteriori per compiacere gli uomini e ricavarne qualche
lode: sarebbe vanità; invece si compiono qualche volta davanti agli altri per piacere a Dio e
così rendergli gloria, senza preoccuparsi dei disprezzi o delle lodi degli uomini. Presenterò in
breve alcune pratiche esteriori, che non sono tali perché mancano di interiorità, ma perché
hanno degli aspetti esteriori e si distinguono così da quelle puramente interiori.
227. PRIMA PRATICA. Quelli e quelle che vorranno entrare in questa particolare devozione, che
non è eretta in confraternita, anche se ciò sarebbe auspicabile, dopo aver dedicato almeno
dodici giorni per svuotarsi dello spirito del mondo, contrario a quello di Gesù Cristo, come ho
già detto nella prima parte di questa preparazione al Regno di Gesù Cristo, impiegheranno tre
settimane per riempirsi di Gesù Cristo per mezzo della Santa Vergine. Ecco il programma che
potranno seguire.
228. Durante la prima settimana rivolgeranno tutte le loro preghiere e opere di pietà a
chiedere la conoscenza di se stessi e la contrizione dei loro peccati e lo faranno in
atteggiamento di totale umiltà. Per questo, se lo vogliono, potranno meditare ciò che ho detto
circa il nostro cattivo fondo, considerandosi in questi sei giorni della settimana, come delle
lumache e lumaconi, rospi, porci, serpi e caproni. Potranno meditare queste tre frasi di san
Bernardo: «Pensa ciò che sei stato: un seme corrotto; ciò che sei: un vaso immondo; ciò che
sarai: un cibo per i vermi». Pregheranno Gesù Cristo Signore e il suo Santo Spirito di
illuminarli, dicendo: «Signore, che io veda», oppure: «Che io conosca me stesso», o ancora:
«Vieni, Spirito Santo», e diranno tutti i giorni le litanie dello Spirito Santo e l'orazione che
segue, riportate nella prima parte di questo libro. Ricorreranno alla Santa Vergine e le
chiederanno questa grande grazia, che deve essere il fondamento delle altre; per questo
reciteranno ogni giorno l'Ave stella del mare e le sue litanie.
229. Nella seconda settimana si applicheranno in tutte le loro orazioni e nelle azioni della
giornata, a conoscere la Santa Vergine. Chiederanno tale conoscenza allo Spirito Santo.
Potranno leggere e meditare ciò che abbiamo detto a questo riguardo. Come nella prima
settimana, reciteranno con questa intenzione le litanie dello Spirito Santo e l'Ave stella del
mare e, in più, un rosario intero tutti i giorni, o almeno una corona.
230. Dedicheranno la terza settimana a conoscere Gesù Cristo. Potranno leggere e meditare
ciò che ne abbiamo detto e recitare l'orazione di sant'Agostino, posta verso l'inizio di questa
seconda parte. Con lo stesso santo, potranno dire e ripetere cento e cento volte al giorno:
«Signore, che io ti conosca!», oppure: «Signore, che io veda chi sei!». Come nelle settimane
precedenti, reciteranno le litanie dello Spirito Santo e l'Ave stella del mare, aggiungendo ogni
giorno le litanie di Gesù.
231. Al termine di queste tre settimane, si confesseranno e comunicheranno, con l'intenzione
di darsi a Gesù Cristo, come schiavi d'amore per le mani di Maria. Dopo la comunione, che
cercheranno di fare seguendo il metodo indicato più avanti, reciteranno la formula di
consacrazione, che troveranno ugualmente più avanti; bisognerà scriverla, o farla scrivere, se
non è stampata e la firmeranno il giorno stesso in cui l'hanno pronunciata.
232. In quel giorno, sarà bene pagare un qualche tributo a Gesù Cristo e alla sua santa Madre,
sia in penitenza della passata infedeltà ai voti del battesimo, sia per affermare la propria
dipendenza dal dominio di Gesù e di Maria. Questo tributo sarà secondo la devozione la
possibilità di ciascuno; potrebbe essere un digiuno, una mortificazione, un'elemosina, un cero;
anche se non dessero che uno spillo come omaggio, di buon cuore, sarebbe abbastanza per
Gesù, che guarda solo la buona volontà.
233. Almeno ogni anno, nel medesimo giorno, rinnoveranno la stessa consacrazione,
osservando le medesime pratiche durante le tre settimane. Anche ogni mese e ogni giorno,
potranno rinnovare ciò che hanno fatto, usando poche parole: «Io sono tutto tuo e tutto ciò
che ho ti appartiene, amabile mio Gesù, per mezzo di Maria, tua santa Madre»

Nessun commento:

Posta un commento