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mercoledì 24 giugno 2015

Separazione: CON PERMANENZA DEL VINCOLO

Separazione: CON PERMANENZA DEL VINCOLO
Dopo le parole del Santo Padre sulla separazione coniugale -se non erro nella Catechesi di oggi- si inizia sollevare la polvere dello sgomento e della novità. Nessuna novità e neanche c’è da sgomentarsi!!!
Il rischio è la confusione per alcuni che vogliono più o meno in buona fede equiparare il concetto canonico di “separazione” con quello di “divorzio”; oppure ricorrere alla “separazione “ coniugale per cause futili. Comunque il Santo Padre ha detto pubblicamente ciò che da più di trent’anni è contenuto nel Magistero della Chiesa e regolato dal Diritto Canonico. E che piaccia o no esso è stato sempre oggetto di catechesi nei corsi prematrimoniali e applicato nelle situazione ad hoc che il sacerdote affronta quotidianamente nel suo ministero e che i vescovi regolano per la loro autorità. Detto in questo frangente storico di alte tensioni e attentati all’istituto matrimoniale e alla famiglia si fa presto a rendere un contenuto già presente nella dottrina della Chiesa una sorta di slogan per una pseudo novità o per attese e sperate nuove “aperture”. Pertanto perché nessuna intorbidisca le acque ancor di più di quanto già non lo siano ecco cio che dal 1983 il Codice di Diritto Canonico recita, e tutti i sacerdoti e vescovi non possono non sapere e non applicare:
Art. 2
La separazione con permanenza del vincolo
Can. 1151 - I coniugi hanno il dovere e il diritto di osservare la convivenza coniugale, eccetto che ne siano scusati da causa legittima.
Can. 1152 - § 1. Per quanto si raccomandi vivamente che ciascun coniuge, mosso da carità cristiana e premuroso per il bene della famiglia, non rifiuti il perdono alla comparte adultera e non interrompa la vita coniugale, tuttavia se non le ha condonato la colpa espressamente o tacitamente, ha il diritto di sciogliere la convivenza coniugale, a meno che non abbia acconsentito all'adulterio, o non ne abbia dato il motivo, o non abbia egli pure commesso adulterio.
§ 2. Si ha condono tacito se il coniuge innocente, dopo aver saputo dell'adulterio, si sia spontaneamente intrattenuto con l'altro coniuge con affetto maritale; è presunto, invece, se conservò per sei mesi la convivenza coniugale, senza interporre ricorso presso l'autorità ecclesiastica o civile.
§ 3. Se il coniuge innocente avesse sciolto di propria iniziativa la convivenza coniugale, deferisca entro sei mesi la causa di separazione alla competente autorità ecclesiastica; e questa, esaminate tutte le circostanze, valuti se non sia possibile indurre il coniuge innocente a condonare la colpa e a non protrarre in perpetuo la separazione.
Can. 1153 - § 1. Se uno dei coniugi compromette gravemente il bene sia spirituale sia corporale dell'altro o della prole, oppure rende altrimenti troppo dura la vita comune, dà all'altro una causa legittima per separarsi, per decreto dell'Ordinario del luogo e anche per decisione propria, se vi è pericolo nell'attesa.
§ 2. In tutti i casi, cessata la causa della separazione, si deve ricostituire la convivenza coniugale, a meno che non sia stabilito diversamente dall'autorità ecclesiastica.
Can. 1154 - Effettuata la separazione dei coniugi, si deve sempre provvedere opportunamente al debito sostentamento e educazione dei figli.
Can. 1155 - Il coniuge innocente, con atto degno di lode, può ammettere nuovamente l'altro coniuge alla vita coniugale: nel qual caso rinuncia al diritto di separazione.
E per favore non venitemi ancora a dire per l’ennesima volta che il Papa ha aperto al Divorzio e tutto il resto…!!!
Don Matteo De Meo

Madonna


Padre Pio


Gesù


MODO DI PRATICARE QUESTA DEVOZIONE NELLA SANTA COMUNIONE

Per Maria
265. 4°. Infine, bisogna compiere tutte le proprie azioni per Maria. Poiché infatti ci si è dedicati
completamente al suo servizio, è giusto che si faccia tutto per lei, come un paggio, un
servitore e uno schiavo; non che la si prenda per fine ultimo dei propri servizi, che è solo Gesù
Cristo, ma come fine prossimo e come ambiente misterioso, come mezzo facile per andare a
lui. Come un buon servitore e schiavo, non bisogna rimanere oziosi; bisogna invece, con il
sostegno della sua protezione, intraprendere e realizzare grandi cose per questa augusta
Sovrana. Bisogna difendere i suoi privilegi quando vengono messi in discussione; bisogna
sostenere la sua gloria quando viene attaccata; bisogna attirare tutti, potendolo, al suo
servizio e a questa devozione vera e solida; bisogna parlare e gridare contro coloro che
abusano della sua devozione per offendere il Figlio suo, e nello stesso tempo occorre
promuovere questa devozione autentica; non bisogna pretendere altro da lei, come
ricompensa dei propri piccoli servizi, che l'onore di appartenere a una Principessa così amabile,
e la gioia di essere, per mezzo di lei, unito a Gesù, suo Figlio, con un legame indissolubile nel
tempo e nell'eternità. Gloria a Gesù in Maria! Gloria a Maria in Gesù! Gloria a Dio solo!
MODO DI PRATICARE QUESTA DEVOZIONE NELLA SANTA COMUNIONE
266. PRIMA DELLA COMUNIONE. 1°. Ti umilierai profondamente davanti a Dio. 2°. Rinuncerai
al tuo fondo corrotto e alle tue disposizioni, per quanto buone te le faccia apparire il tuo amor
proprio. 3°. Rinnoverai la consacrazione, dicendo: «Io sono tutto tuo, mia cara Sovrana, con
tutto ciò che mi appartiene». 4°. Pregherai questa buona Madre di prestarti il suo cuore, per
accogliervi il Figlio suo con le sue stesse disposizioni. Le dirai che ne va della gloria del Figlio
suo, se verrà accolto in un cuore come il tuo, così macchiato e incostante, capace di sminuire
la sua gloria o di allontanarsi da lui; ma che se ella vuoI venire ad abitare da te per ricevere il
Figlio suo, lo potrà fare per il potere che ha sui cuori; e che il Figlio suo sarà, per mezzo di lei,
ben accolto, senza macchia e senza pericolo di essere offeso, o respinto: «Dio sta in essa, non
potrà vacillare». Le dirai in confidenza che tutto ciò che le hai dato, dei tuoi beni, è poca cosa
per onorarla, ma che - con la santa Comunione - tu vuoi farle il medesimo dono che l'eterno
Padre ha fatto a lei, e che questo le renderà più onore che non il donarle tutti i beni della terra;
e che infine Gesù, che la ama in modo unico, desidera ancora prendere in lei la sua
compiacenza e il suo riposo, sebbene sia nella tua anima, più sporca e più povera della stalla in
cui Gesù non ha avuto difficoltà a venire perché vi era presente lei. Le chiederai il suo cuore
con queste tenere parole: «Ti prendo per mio tutto. Dammi il tuo cuore, o Maria!».
267. DURANTE LA COMUNIONE. 2°. Pronto a ricevere Gesù Cristo, dopo il Padre nostro, dirai
tre volte: «O Signore, non sono degno…», come se dicessi una prima volta all'eterno Padre che
tu non sei degno di ricevere il Suo Figlio unico, a causa dei tuoi cattivi pensieri e ingratitudini
nei confronti di un così buon Padre, ma che ecco Maria, la sua serva: «Ecco la serva del
Signore!», che fa al posto tuo e ti dà fiducia e speranza singolare verso la sua Maestà: «Tu
solo, o Signore, mi fai riposare al sicuro!»
268. Dirai al Figlio: «O Signore, non sono degno…». Che non sei degno di riceverlo, a causa
delle tue parole inutili e cattive, e della tua infedeltà nel suo servizio; ma che tuttavia lo preghi
di avere pietà di te, poiché lo fai entrare nella casa della sua Madre e della tua, e che non lo
lascerai andarsene senza che sia venuto ad alloggiare presso di te: «Lo strinsi fortemente e
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non lo lascerò finché non l'abbia condotto in casa di mia madre, nella stanza della mia
genitrice». Lo pregherai di alzarsi e di venire nel luogo del suo riposo e nell'arca della sua
santificazione: «Alzati, Signore, verso il luogo del tuo riposo, tu e l'arca della tua potenza». Gli
dirai che tu non riponi alcuna fiducia nei tuoi meriti, nella tua forza e nella tua preparazione,
come Esaù, ma in quelle di Maria, la tua cara Madre, come il piccolo Giacobbe nelle cure di
Rebecca; che, pur essendo tu peccatore e come Esaù, osi avvicinarti alla sua santità, sostenuto
e ornato dei meriti e delle virtù della sua santa Madre.
269. Dirai allo Spirito Santo: «O Signore, non sono degno...». Che non sei degno di ricevere il
capolavoro della sua carità, a causa della tiepidezza e della cattiveria delle tue azioni e per le
tue resistenze alle sue ispirazioni, ma che tutta la tua fiducia è Maria, la sua fedele Sposa; e
dirai con san Bernardo: «Questa è la mia più grande fiducia; questa è tutta la ragione della
mia speranza». Potrai anche pregarlo di venire ancora in Maria, sua indissolubile Sposa: che il
suo grembo è puro come non mai, e il suo cuore sempre ardente; e che senza la sua venuta
nella tua anima, né Gesù, né Maria saranno mai formati, né degnamente accolti.

giovedì 18 giugno 2015

Pratiche Esteriori per la perfezione

Con Maria
260. 2°. Bisogna compiere le proprie azioni con Maria; cioè nelle proprie azioni, bisogna
guardare Maria come a un modello assoluto di ogni virtù e perfezione, formato dallo Spirito
Santo in una semplice creatura per imitarlo secondo la nostra piccola portata. In ogni azione
dobbiamo quindi pensare come l'ha compiuta Maria, o come la compirebbe se fosse al nostro
posto. Per questo dobbiamo esaminare e meditare le grandi virtù che ella ha praticato durante
la sua vita, particolarmente: 1°.la viva fede, per mezzo della quale ha creduto, senza esitare,
la parola dell'angelo; ha creduto fedelmente e costantemente fino al piede della croce sul
Calvario; 2°. l'umiltà profonda, che l'ha condotta a rimanere nascosta, a tacere, ad accettare
tutto e a mettersi all'ultimo posto; 3°. la purezza tutta divina, che non ha mai avuto, né mai
avrà l'uguale sotto il cielo; e infine tutte le altre sue virtù. Lo ripeto un'altra volta: si ricordi che
Maria è il grande e unico stampo di Dio, adatto a produrre delle immagini viventi di Dio con
poca spesa e in poco tempo; l'anima che ha trovato questo stampo e vi si perde dentro, viene
presto mutata in Gesù Cristo, che questo stampo riproduce così com'è.
In Maria
261. 3°. Bisogna compiere le proprie azioni in Maria. Per ben comprendere questa pratica,
bisogna sapere che: 1°. La Santa Vergine è il vero paradiso terrestre del nuovo Adamo, di cui il
vecchio paradiso terrestre non era che la figura. In questo paradiso terrestre vi sono dunque
ricchezze, bellezze, rarità e dolcezze inspiegabili, che il nuovo Adamo, Gesù Cristo, vi ha
lasciato. E' in questo paradiso che egli ha posto le sue compiacenze durante nove mesi, che ha
operato le sue meraviglie e mostrato le sue ricchezze con la magnificenza di un Dio. Questo
luogo santissimo è composto unicamente da una terra vergine e immacolata, dalla quale è
stato formato e nutrito il nuovo Adamo, senza alcuna macchia nè bruttura, per l'opera dello
Spirito Santo che vi abita. In questo paradiso terrestre che si trova veramente l'albero di vita,
che ha portato Gesù Cristo, il frutto di vita; l'albero della scienza del bene e del male, che ha
dato la luce al mondo. In questo luogo divino vi sono alberi piantati dalla mano di Dio e
innaffiati dalla sua divina unzione, che hanno portato e portano ogni giorno frutti di un gusto
divino; vi sono aiuole smaltate di fiori di virtù belli e variopinti, emananti un odore che
profuma anche gli angeli. Vi sono in questo luogo dei prati verdi di speranza, torri inespugnabili
di fortezza, costruzioni incantevoli di fiducia, ecc. Solo lo Spirito Santo può far conoscere la
verità nascosta sotto queste figure di cose materiali. C'è in questo luogo un'aria pulita, senza
inquinamento, di purezza; vi è il giorno luminoso, senza notte, dell'umanità santa; il sole
splendente, senza ombre, della Divinità; una fornace ardente e perenne di carità, dove tutto il
ferro che viene immerso è arroventato e trasformato in oro; vi è un fiume di umiltà che sgorga
dalla terra, si divide in quattro rami e irriga tutto questo luogo incantato; sono le quattro virtù
cardinali.

Letture del giorno

Lunedì 15 Giugno 2015   versione testuale
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Leggi la Liturgia e la Bibbia CEI con testo a fronte ¿ finestre affiancate

Lunedì della XI settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Colore Liturgico Verde

ANTIFONA

Ascolta, Signore, la mia voce: a te io grido.
Sei tu il mio aiuto,
non respingermi, non abbandonarmi,
Dio della mia salvezza.                                                                  Sal 26,7-9

COLLETTA

O Dio, fortezza di chi spera in te,
ascolta benigno le nostre invocazioni,
e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo senza il tuo aiuto,
soccorrici con la tua grazia,
perché fedeli ai tuoi comandamenti
possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:

O Padre, che a piene mani semini nel nostro cuore
Il germe della verità e della grazia,
fa’ che lo accogliamo con umile fiducia
e lo coltiviamo con pazienza evangelica,
ben sapendo che c’è più amore e giustizia
ogni volta che la tua parola
fruttifica nella nostra vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio che è Dio…
 

PRIMA LETTURA

Ci presentiamo come ministri di Dio.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
2Cor 6,1-10

Fratelli, poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti:
«Al momento favorevole ti ho esaudito
  e nel giorno della salvezza ti ho soccorso».
 
Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!

Da parte nostra non diamo motivo di scandalo a nessuno, perché non venga criticato il nostro ministero; ma in ogni cosa ci presentiamo come ministri di Dio con molta fermezza: nelle tribolazioni, nelle necessità, nelle angosce, nelle percosse, nelle prigioni, nei tumulti, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni; con purezza, con sapienza, con magnanimità, con benevolenza, con spirito di santità, con amore sincero, con parola di verità, con potenza di Dio; con le armi della giustizia a destra e a sinistra; nella gloria e nel disonore, nella cattiva e nella buona fama; come impostori, eppure siamo veritieri; come sconosciuti, eppure notissimi; come moribondi, e invece viviamo; come puniti, ma non uccisi; come afflitti, ma sempre lieti; come poveri, ma capaci di arricchire molti; come gente che non ha nulla e invece possediamo tutto!
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE

Dal Salmo 97 (98)

R. Il Signore ha rivelato la sua giustizia.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.  R.
 
Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.  R.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!  R.

ACCLAMAZIONE AL VANGELO

Sal 118 (119), 105
Alleluia, alleluia.
Lampada per i miei passi è la tua parola,
luce sul mio cammino.
Alleluia.

VANGELO

Io vi dico di non opporvi al malvagio.
 Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,38-42

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Avete inteso che fu detto: "Occhio per occhio" e "dente per dente". Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.

E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due.

Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».
Parola del Signore